Fiaba dei Fratelli Grimm.
Quante volte ci si è sentiti incompresi? Quante volte si è stati giudicati incapaci per poi riscoprirsi utili in altri contesti?
La fiaba da sempre si pone in dialogo sul tema del limite facendone vedere le sfacettature, sia in ottica di superamento di esse sia nel presentarci l’atteggiamento sociale che attornia queste situazioni. Il giudizio del padre va oltra l’affettività e non regge il mancato soddisfacimento del progetto che aveva per il figlio, al punto di volerlo rinnegare e uccidere!
Ma la mancata accoglienza paterna non è di ostacolo al protagonista che intraprende il suo viaggio alla scoperta della propria strada. Il limite e il dolore non sono di obiezione ma diventano strada, offrono una via che riapre alla speranza. Occorre partire, occorre affidarsi.
Il protagonista dialoga (perchè questo suo talento lo porta a porsi in dialogo con ciò che lo circonda) e risolve diversi problemi. Accetta ciò che gli viene offerto e interviene con umiltà seguendo le indicazioni che gli vengono date. Non c’è volontà di affermarsi, di avere successo, ma solo di abbracciare la via che gli viene proposta o chiesta.
Ci sono forti richiami sia per i nostri bambini, sia anche per i genitori che troppo spesso vedono i loro errori come determinanti e obiezione al viaggio della vita, quando la fiaba ci richiama all’affidarsi semplice e al dialogo con la realtà. Non solo perchè positiva, ma buona.
